ARMI BIANCHE SHOTOKAI




La pratica delle armi bianche nella Suishin-kan è stata sempre presente. Quando ero molto giovane, ho iniziato a praticare con il NUNCHAKU, "attrezzo agricolo" che aveva lo scopo di battere la paglia.

Era il momento magico dei film di arti marziali e il NUNCHAKU stava riscuotendo molto successo.
















Oggi l' apprendimento delle armi bianche inizia con il BO, bastone di legno lungo 182 cm.

Il BO viene considerato come il padre delle armi bianche. La pratica del BO nella forma Shotokai è costituita da movimenti molto ampi, l'arma viene fatta sempre scivolare nelle mani utilizzando tutta la sua potenziale lunghezza. E' un ottimo esercizio e addestramento per il nostro corpo che è obbligato ad aprirsi ed estendersi. Si migliora la scioltezza articolare delle spalle e la coordinazione, essendo una pratica simmetrica. Il BO stimola molto L'energia interna rafforzando il nostro corpo.  Si praticano diversi Kata.


















Dal BO passiamo alla pratica dello YARI - lancia giapponese-, in quanto i movimenti sono molto simili. Il TETSU-BO consiste in una barra di ferro della lunghezza di 120/130 cm e dal peso di 5/6 kg. Eseguiamo normalmente esercizi ginnici uniti a tecniche del BO tradizionale.

Il suo utilizzo rafforza la muscolatura del corpo, è da evitare l'uso eccessivo per salvaguardare le articolazioni delle spalle, gomiti e polsi.

Gli OLISI - coppia di bastoni corti filippini - sono fatti in bambù, molto leggeri ma resistenti. Sono rimasto affascinato da questa pratica per la sua utilità nella coordinazione e perchè il loro utilizzo prevede un'alta velocità in quanto la loro efficacia è determinata da questa ultima.

Con gli OLISI che possono essere praticati a coppie o singolarmente troviamo anche tecniche di immobilizzazione

che rendono completo il loro studio.


















L'HAMBO - bastone corto della lunghezza di 90 cm - è un'arma molto particolare in quanto la sua applicazione prevede colpi di dissuasione ma soprattutto tecniche di immobilizzazione con leve sulle articolazioni di tutto il corpo.

Il BOKUTO - spada giapponese in legno - è una bellissima arma che offre sensazioni molto interessanti. In questa pratica sto codificando una serie di KATA che ricreano situazioni di combattimento con uno o più avversari.

Nel contesto della pratica del BOKUTO mi sto avvicinando allo studio della pratica dello IAIDO per la sua efficacia nel taglio.

In questa pratica il contatto che noi abbiamo con l'arma non è l'elemento naturale del legno ma bensì l'acciaio della spada e le sensazioni sono interessanti nel movimento e nel padroneggiare un'arma che ha un suo peso importante e viene normalmente utilizzata con due mani.

Sono molto attratto dallo studio delle Armi Bianche perchè credo possano essere anche di aiuto nella comprensione del KARATE-DO SHOTOKAI stesso praticando con le caratteristiche SHOTOKAI e cioè alimentando il movimento con la totalità del corpo,

lasciando che la fluidità fuoriesca determinando la sua efficacia.









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Il termine Shuriken letteralmente viene tradotto come lama nascosta nella mano, in particolare indica dardi di varie forme e dimensioni che possono essere suddivisi in due grandi categorie: i Bo Shuriken e gli Shaken.

La prima categoria dei Bo Shuri- ken la più diffusa, è costituita da tre model- li principali distinti a seconda della prove- nienza del materiale utilizzato per la loro costruzione; il primo modello, definito “gata hari” ha forma cilindrica con lati dritti oppure a forma di ago

il secondo modello, defi- nito “gata Kugi” ha sezione quadrata a forma di chiodo

il terzo modello, definito “Tanto gata”, di forma piatta e più ampia con un aspetto molto simile ad un coltello.

In genere i Bo Shuriken sono lunghi dai 12 ai 21 cm ed hanno un peso che varia dai 35 ai 150 grammi.





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Giorgio Vecchiet